tavolo con penna, quaderno, cellulare e cappuccino sullo sfondo

Rientro a settembre: cosa succede davvero alle tue abitudini dopo le vacanze

Caro il mio Faffiner, se in questi giorni stai pensando che a settembre devi ricominciare da capo, ti fermo subito: è proprio quel pensiero a fregarti ogni anno. Leggi qui sotto e ti spiego come la vedo io.

La sveglia torna a suonare presto, il lavoro riparte, il pranzo deve incastrarsi tra una riunione e l’altra. E mentre cerchi di ricordarti dove hai messo la borraccia, in testa ti compare una frase che in queste settimane sento arrivare da mezzo studio:

“Dottore, adesso devo rimettermi in carreggiata!”

Dentro quella frase c’è l’idea che ad agosto tu ti sia fermato e che adesso serva un colpo di reni per rimetterti in moto. È da lì che nasce il piano di emergenza, con tutte le restrizioni del caso, ed è da lì che nasce anche la sua durata sorprendentemente breve.

Bastano una settimana storta e una cena con gli amici e arriva il classico “tanto vale ricominciare lunedì”.

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Il rientro può funzionare diversamente. Ma prima di cambiare tutto, ti conviene guardare che cosa è cambiato davvero.

In vacanza è cambiata l’agenda, e con l’agenda i comportamenti

Facevi colazione più tardi, magari la saltavi perché avevi voglia di dormire. Pranzavi alle due, cenavi alle dieci e mezza, mangiavi qualcosa al volo in spiaggia e arrivavi a cena affamatissimo. Forse hai bevuto meno acqua del solito e camminato molto più del normale, perché eri in giro tutto il giorno.

 

La tua alimentazione è stata semplicemente inserita dentro giornate diverse, e quando cambiano le giornate cambiano anche i comportamenti. Le abitudini che avevi costruito prima dell’estate sono rimaste dove le avevi lasciate. Se avevi imparato a organizzare i pasti, a riconoscere la fame, a scegliere le quantità con più consapevolezza, quelle competenze non sono sparite perché per tre settimane hai mangiato una brioche in più.

 

Questa distinzione conta, perché ti dice da che punto stai guardando il rientro. Non hai un edificio da ricostruire, hai una routine da rimettere in piedi.

La sensazione di gonfiore e il numero sulla bilancia

“Dottore, mi sento gonfissimo!”

Anche questa la sento spesso, ed è una sensazione reale. Il punto è che si traduce quasi sempre in “ho preso tantissimo peso”, e la traduzione è sbagliata.

Durante le vacanze si muovono insieme parecchie cose che influenzano come ti senti e quanto segna la bilancia: quantità di sale, carboidrati, idratazione, movimento, orari dei pasti, sonno, regolarità intestinale. Un viaggio è particolarmente bravo a mettere sottosopra proprio l’intestino, perché cambi orari, mangi più spesso fuori casa e passi ore seduto in macchina o in aereo.

 

Il peso oscilla per moltissimi motivi, e una singola misurazione fatta il giorno dopo il rientro racconta pochissimo dell’andamento complessivo. Se la bilancia ti mette agitazione, pesarti appena tornato ti darà solo un numero da interpretare male. Guarda prima come stanno andando le tue giornate.

Perché mangiare pochissimo rende il rientro più difficile

“Va bene dottore, ho capito, però adesso devo mangiare molto meno!”

È la reazione più comune dopo un periodo di pasti abbondanti: se pensi di aver esagerato, viene spontaneo compensare. E qui il rientro si complica.

 

Se durante il giorno mangi troppo poco, la sera torni a casa, apri la dispensa e quel pacchetto di biscotti fermo lì da settimane sembra improvvisamente irresistibile. A quel punto arriva il pensiero: “ecco, non ho nessun controllo”. La forza di volontà c’entra poco, Faffiner. Sei arrivato a quel momento con troppa fame, dopo una giornata costruita intorno alla privazione.

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Mangiare in modo adeguato durante il giorno è quello che ti permette di arrivare ai pasti successivi con una fame gestibile e di scegliere con la testa invece che con lo stomaco.

La struttura della settimana viene prima del piano alimentare

Quando chiedo che cosa significa concretamente “mangiare meglio”, la risposta più frequente è un silenzio imbarazzato. È un’intenzione sensata, ancora troppo vaga per diventare un comportamento.

Per qualcuno significa tornare a fare colazione invece di uscire di casa con un caffè al volo. Per qualcun altro portarsi il pranzo al lavoro. Per un’altra persona ancora smettere di arrivare a cena affamatissima dopo aver mangiato pochissimo per tutto il giorno.

 

A Settembre cambia l’agenda: tornano il lavoro, la scuola dei figli, le commissioni, le riunioni e quelle giornate in cui alle 18:30 ti accorgi di non avere la minima idea di cosa mangerai per cena. Ecco perché al rientro la competenza più utile è l’organizzazione, che non vuol dire preparare ogni pasto della settimana con precisione militare. Vuol dire ridurre le situazioni in cui sei costretto a decidere all’ultimo momento, quando hai fame e poco tempo e la scelta più semplice vince quasi sempre.

 

Sapere in anticipo quali saranno le giornate complicate, avere in casa qualche alimento pratico e pensare a grandi linee ai pasti della settimana ti toglie di mezzo buona parte del caos decisionale. Sono azioni poco appariscenti e decisamente meno vendibili di una dieta detox, però tengono.

 

Chi ha un metodo mangia bene in tutte le situazioni, vacanze comprese

Il motivo per cui ogni settembre ti sembra di dover ricominciare è che il piano che stavi seguendo funzionava solo dentro condizioni ideali. Bastava una settimana diversa, un viaggio, un periodo di lavoro pesante, e non c’era più niente a cui appoggiarsi.

 

Quando in studio lavoriamo sul rientro non parto da una dieta standard da applicare a Settembre, parto dalla persona. Voglio capire come sono organizzate le sue giornate, in quali momenti perde più facilmente l’equilibrio, quali strategie ha già provato e perché alcune hanno retto per un periodo per poi diventare impossibili.

 

Da lì si costruisce il percorso: quali pasti sono più facili da organizzare, quali alternative usare nelle giornate complicate, come gestire le cene fuori, dove inserire il movimento senza trasformare la settimana in un incastro impossibile. Chi arriva a gestire tutto questo in autonomia in vacanza mangia bene comunque, senza sospendere niente e senza avere qualcosa da recuperare al ritorno.

 

A Settembre torneranno il lavoro e la routine, e torneranno anche le cene con gli amici, i weekend fuori e le giornate storte. Fanno parte della vita, e un metodo che funziona le tiene dentro.

Vuoi capire da dove cominciare?

Faffiner, se al rientro ti senti confuso, oppure continui a passare da periodi di grande controllo a momenti in cui molli del tutto, possiamo parlarne.

Puoi prenotare una Call Conoscitiva gratuita: mi racconti la tua situazione, guardiamo insieme quali sono le difficoltà vere della tua quotidianità e valutiamo se il Percorso 1:1 fa al caso tuo.

 

L’obiettivo è arrivare al prossimo settembre senza sentire il bisogno di rimettersi in carreggiata.

 

Alla prossima, Faffiner!